Visualizzazione post con etichetta di cosa sanno i libri?. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta di cosa sanno i libri?. Mostra tutti i post

domenica 20 gennaio 2008

di cosa sa "La moglie di Joza" di Kveta Legàtovà


Titolo: La moglie di Joza (Jozova Hanule)
Autore: Kvĕta Legátová
Pubblicato da: Nottetempo, 2007
Il gusto secondo me: latte appena munto, tè caldo alle erbe, pane fatto in casa, carote, cipolle, porro del piccolo orto non recintato dietro la casupola di Mánek, uova fresche, mele, marmellata di more che profuma dalle pentole di rame, noci di burro in cucchiai di argilla. Un gusto che Hana si ritrova all’improvviso appiccicato al palato. Semplice, nuovo. Non voluto. Amaro. Almeno fino a quando non scende fino al petto. Fino al cuore. E ancora più in fondo. In un luogo della sua memoria stanca in cui il caviale e la puzza di fritto misto della città non provocano più nessuna nostalgia. Perché quello di cui ha fame è tutto lì, in un ordine quasi cosmico, sul solido tavolo di legno della casa dove ha scelto di stare.
Il libro e il frigorifero (ovvero cosa mangiano, tra una parola e un’altra, i protagonisti): “In una padella ho fritto una cipolla, ci ho rotto due uova, ho affettato un porro e l’ho mescolato con aglio tritato. Joza ha portato dalla piccola cantina delle verdure sottaceto e mi ha dato della paprica dolce, uno dei piatti più rapidi e gustosi di Žeňa.”.
Il gusto ufficiale:

martedì 1 gennaio 2008

di cosa sa "Chesil Beach" di Ian McEwan



Titolo: Chesil Beach
Autore: Ian McEwan
Pubblicato da: Einaudi, 2007
Il gusto secondo me: questo libro di McEwan (il primo che ho letto e sicuramente non l’ultimo che leggerò!) è buono come gli spicchi di sole di pasta ripiena alla zucca, come le olive che scoppiano del loro ripieno, i crostini con il lardo che continua a fondere fin dentro la bocca, i carciofi che schizzano e friggono, gli sformati fumanti di funghi freschi, la polenta con il sugo della salsiccia, il salame piccante che – anche se dici basta- ne mangi sempre più di una fetta, buono come distese rosse e bianche di prosciutto iberico, come il cuore del brie, l’anarchia delle tagliatelle con il sugo di cinghiale, il profumo…il profumo del risotto al tartufo, l’insalata con i chicchi di melagrana e le arance, il barolo, il tiramisù, il cioccolato col Marsala, la crema ghiacciata al passito di Pantelleria, la mousse al cioccolato bianco e crema di lamponi, la maracuja e lo zafferano, i datteri, il caffé e una goccia di amaro.
I due protagonisti si siedono a questa tavola meravigliosa intimoriti e troppo composti, esaminano ora l’una ora l’altra leccornia con diffidenza, ad alcune pietanze concedono l’onore di un tentativo. Vogliono, ma non possono. O forse non vogliono e basta. Uno dei due si alza di scatto e lascia cadere la sedia. L’altro lo lascia andare. I giocatori hanno perso. Tutti e due. Si volteranno indietro mille volte, ma rimarranno digiuni.
Il libro e il frigorifero (ovvero cosa mangiano, tra una parola e un’altra, i protagonisti): “una fetta di melone guarnita da un singolo esemplare di ciliegia candita”, “fette di un arrosto cotto da tempo adagiate in un sugo denso, verdure arcilesse e patate dal colorito bluastro. Il vino arrivava dalla Francia anche se l'etichetta, impreziosita dal volo di un'unica rondine, non specificava nessuna regione di origine in particolare.”
Il gusto ufficiale:
http://www.einaudi.it/einaudi/ita/news/can1/5-1112.jsp

mercoledì 19 dicembre 2007

di cosa sa "In fuga" di Alice Munro


Titolo: In fuga (Runaway: Stories)
Autore: Alice Munro
Pubblicato da: Einaudi, 2004
Il gusto secondo me: un sandwich di pane in cassetta, integrale credo. dentro solo qualche foglia di lattuga, un po’ di prosciutto e una sottiletta forse. Una tazza di tè tiepido che non ti scalda. O un caffè lungo, che non ti dà energie. Lontano dal glamour di un locale del centro, dalla sensualità di un piatto etnico e speziato. Lontano dallo snobismo della cucina macrobiotica e dal calore di una tavola casalinga.
Un pranzo improvvisato che le protagoniste di quest’altra prova di narrativa perfetta della Munro, ad un certo punto delle loro vite anonime e meravigliose, confondono con l’amore e consumano in solitudine. Per cercare di riempire il vuoto, e di sopravvivere in una maniera o nell’altra. Anche se in fondo non ne hanno voglia. O anche se hanno già deciso di fuggire.
Il libro e il frigorifero (ovvero cosa mangiano, tra una parola e un’altra, i protagonisti): caffè lungo, sardine, tè, marmellata di lamponi, pan di spagna, fragole, panna, pane, mirtilli, stufato alla stroganoff, vino…

lunedì 10 dicembre 2007

di cosa sanno i libri?-introduzione


I libri hanno un buon odore, sempre. Beh, quasi sempre. Quelli che stanno in cantina di solito no.
A pensarci bene anche l'aspetto, la forma ed il rumore di un libro cambiano a seconda dell'uso che se ne fa. O del tempo che passa.
Il sapore di un libro, invece, rimane sempre lo stesso.