venerdì 28 settembre 2007

La Gioia del Risveglio




Stella ha un nome brillante, una grande passione per cambiare idea 30 volte nell'arco di un'ora ed un unico oggetto feticcio: la caffettiera. Può andare a letto con un uomo, ma per farci colazione insieme ha bisogno di un anello al dito. Di solito si sveglia di buon umore, o meglio di solito non si sveglia di cattivo umore. Per quello ha tutto il resto della giornata.

Stamattina si è svegliata amareggiata per via di un brutto sogno in cui non uno, ma due fidanzati la lasciavano. Per un lungo attimo si è sentita sfinita (e sfigata), di quella terribile sensazione di sfinimento (e di sfiga) che segue ad un abbandono. Una sensazione di cui per un attimo si era dimenticata, ma di cui nessuno si dimentica mai.

Dopo la sua personale campagna di Russia di ogni mattina (camminare nel corridoio gelido che collega i suoi due piumoni e la sua felpa di pile alla cucina), ha provato ad accendere uno dei due soli fornelli che funzionano a casa sua. In tutto sono quattro, i fornelli: una cucina che andrebbe bene in una sit-com americana - dove tanto non cucinano mai - ma che nell'ennesimo "appartamento spagnolo" della sua vita crea file che ricordano quelle davanti al bagno delle donne di una discoteca newyorkese.

Poi le si è rotta la fetta biscottata sotto il peso del burro mattutino. Quando capita di solito hai due alternitive: o buttare la fetta (e il burro) nella spazzatura o ridurti a spalmare un po' di marmellata su mini fettine biscottatine di forma irregolare. Ma non è la stessa cosa.

Totale. Alle 8.34, Stella ha giá aggiornato la lista del buon risveglio con un "cazzo"e un "vaffanculo".

In ufficio ha ritrovato la sua collega, che ha il pregio di essere molto buona, ma il difetto di essere totalmente scema. Il suo concetto di "divisione del lavoro" consiste nell' appendere un solo vestito in due su un'unica stampella, piuttosto che appenderne due su due stampelle diverse.

Sì perchè per il momento Stella ha deciso di appendere vestiti sulle stampelle in un'agenzia di comunicazione di moda.

Dopo qualche ora, la giornata non accenna ancora a decollare. Rimane lì, sulla pista di un aeroporto ex sovietico in cui non ti diranno mai perchè non siamo ancora partiti.

L'unica alternativa è fare finta come sempre di tenersi impegnata fino alla pausa pranzo e poi andare a cambiare un'orrenda tuta di ciniglia verde militare e rosa (tipo 7 kili in 7 giorni), regalo di compleanno della tipica coppia di amici che adora le gite fuori porta nei fine settimana.

Perchè la moda evidentemente non è destinata a convertirsi nel suo futuro professionale, ma prima di uscire con una tuta di ciniglia per strada dovrebbero farla fuori.

1 commento:

paolo ha detto...

inizio interessante.. direi che mi ricorda quella teoria della prova del nove il con pane imburrato: serve pan carré, lo imburri, smarmelli, e poi lo lasci cadere per terra: se la parte sul pavimento è quella con il burro/marmellata, allora sei sfigato, - altrimenti, è rose & fiori, però comq pulisci la parte che ha toccato il pavimento.. cheers, p.